Skip to main content
Museo Archeologico Nazionale Antiquarium Turritano e Area Archeologica - Porto Torres

Skiphos in vetro

Skiphos in vetro

La realizzazione di vasi e manufatti in vetro coincide con lo sviluppo delle prime civiltà del Vicino Oriente antico, con tecniche che a poco a poco si perfezionano, diffondendosi in tutto il Mediterraneo. Prima dell’affermazione della soffiatura a canna libera, introdotta intorno al I secolo a.C., i vasai che lavorano il vetro replicano forme realizzate in materiali più preziosi e la cui realizzazione prevedeva costi più alti e una perizia maggiore. Un esempio è dato da questo bell’esemplare, conservato all’Antiquarium Turritano e rinvenuto nella tomba numero 266 della via Cavour a Porto Torres. Inquadrabile tra il I e il II secolo d.C., la forma di questo manufatto è indicata nel mondo greco, dal quale si origina, con il nome skyphos, una coppa con due anse realizzata generalmente in ceramica, talvolta con raffigurazioni dipinte, ma di cui si conoscono numerosi e raffinati esemplari in metallo con decorazione a sbalzo, sia sul corpo che sulle anse. Lo skyphos è un vaso adatto al consumo del vino e spesso si ritrova associato a culti che prevedono rituali in comunità, con banchetti nei quali la bevanda di Dioniso/Bacco aveva un ruolo centrale.