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Museo Archeologico Nazionale Antiquarium Turritano e Area Archeologica - Porto Torres

VITA PUBBLICA

Le "tabernae"

  • Le "tabernae"
    Le "tabernae"
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    Le "tabernae"

Le “tabernae” erano le antiche botteghe, negozi in cui si vendevano prodotti agricoli o artigianali (frumento, pane, vino, cesti, piatti, ecc). Il prodotto venduto spesso era raffigurato sulla facciata esterna dell’edificio con un dipinto o con una placca di argilla in rilievo. Oltre ad essere dei negozi veri e propri, in alcuni casi servivano anche da officina, soprattutto per le botteghe a carattere artigianale, come per il “faber tignarus” (falegname), il “faber ferrarius” (fabbro ferraio), la “taberna lanarii, lintearii et vestiarii” (per la vendita di tessuti e capi d’abbigliamento), ecc.

Le “tabernae” si trovavano al piano terra delle “insulae”, ovvero i condomini dell’antica Roma. Gli ambienti erano molto semplici, forniti solo degli attrezzi da lavoro e di pochi mobili (armadi o scaffali in cui veniva conservata la merce in attesa di essere venduta, banchi, sgabelli). Erano per lo più attività a gestione familiare e in alcuni casi gli ambienti, dotati di soppalco, erano adattati anche ad abitazione.

All’interno dell’area archeologica, sono stati identificati come “tabernae” alcuni ambienti localizzati lungo la strada lastricata (“cardo”) ad ovest delle terme centrali. Dobbiamo quindi immaginare questo quartiere come centrale, votato agli incontri e al commercio in cui le persone lavoravano, mangiavano, vendevano, contrattavano, chiacchieravano e, perché no? Litigavano.

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